Perché la deflazione è un “orco”

“Deflazione” è il contrario di “inflazione”. L’inflazione consiste in un aumento generalizzato dei prezzi. La “disinflazione” è un rallentamento o ribasso dei prezzi (come quello in corso in Italia, dove l’inflazione nel 2013 è stata dell’1,3 per cento, ai minimi dal 2009). La deflazione propriamente detta indica invece un calo in terreno negativo (i prezzi in Grecia, per esempio, sono scesi dello 0,8 per cento nel 2013, secondo la Commissione Ue).
22 AGO 20
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“Deflazione” è il contrario di “inflazione”. L’inflazione consiste in un aumento generalizzato dei prezzi. La “disinflazione” è un rallentamento o ribasso dei prezzi (come quello in corso in Italia, dove l’inflazione nel 2013 è stata dell’1,3 per cento, ai minimi dal 2009). La deflazione propriamente detta indica invece un calo in terreno negativo (i prezzi in Grecia, per esempio, sono scesi dello 0,8 per cento nel 2013, secondo la Commissione Ue).
Se i prezzi scendono, il potere d’acquisto dei consumatori aumenta; con la stessa quantità di moneta si può comprare un numero maggiore di beni. Questo però vale solo per poco tempo. Spesso i prezzi in calo segnalano una fase di recessione o crescita stentata, invece che un’offerta abbondante, e sono il sintomo di una domanda ferma e del tentativo estremo di vendere la merce a prezzi di saldo. Consumatori e investitori tenderanno a rinviare le loro spese in attesa di prezzi ancora più convenienti. Così il circolo prezzi bassi-meno consumi rischia di autoalimentarsi.
I problemi per i debitori li illustra l’economista statunitense Gregory Mankiw nel suo celebre manuale di macroeconomia: “Se un debitore deve a un creditore 1.000 euro, l’importo reale del suo debito è di 1.000/P euro, dove P è il livello dei prezzi. Una diminuzione del livello dei prezzi fa aumentare l’importo reale del debito, cioè il potere d’acquisto che il debitore deve restituire al creditore”. Il meccanismo vale anche per gli stati indebitati: da una parte il pil nominale di un paese si riduce, perché i prezzi scendono e la ripresa non c’è; dall’altra lo stock di debito pubblico rimane lo stesso: ergo, il rapporto debito pubblico/pil diventa più difficile da ridurre.
L’allarme internazionale. “Se l’inflazione è il genio, la deflazione è l’orco che deve essere combattuto”, ha detto la settimana scorsa Christine Lagarde, direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale. Ieri Simon Nixon, columnist del Wall Street Journal, ha parlato di “rischio deflazione alla giapponese” per l’Europa.